Educare i bambini ad usare la tecnologia

Ovviamente si è quasi tutti d’accordo riguardo al fatto che nella maggior parte dei casi, l’educazione data è la conseguente dell’educazione ricevuta, in rapporto ad alcuni fattori quali: ambiente esterno, periodo storico e dal grado di istruzione dei genitori. I tempi cambiano e con loro cambiano i metodi con cui viene affrontato il processo di educazione. In periodi storici come questo,  in cui vige uno stile di vita frenetico, la variante fondamentale di tale processo è la pazienza.

La pazienza di un genitore è uno dei pilastri fondamentali su cui si basa la riuscita dell’educazione di un bambino. Ora molti penseranno che queste che seguono saranno parole di giudizio ma in realtà è l’esatto contrario.

Poniamo ad esempio delle semplici e comuni situazioni, in cui si torna a casa, stanchi e stremati dal lavoro e accade che un figlio o figlia, nostalgici della presenza del genitore, cercano in tutti i modi di attirare l’attenzione, oppure quando in situazioni dove ci si impiega per preparare la cena ci si ritrova impossibilitati a dar retta ai capricci del bambino. Molte volte, in situazioni simili si ricorre all’utilizzo di strumenti quali televisione, tablet, smartphone e a quel punto il bambino si tranquillizza perché attratto da qualcosa di ipnotico e non più dalla vostra figura.

Come in tutto, è la perseveranza in alcune cose a renderle sbagliate. Se questo accade saltuariamente non sarà mai un reale problema per il bambino e per il genitore. Si potrebbe come minimo avere come obbiettivo quello di ridurre gli errori al minimo, perché sbagliare una tantum è passabile, il problema sussiste quando di quel particolare sbaglio se ne fa un’abitudine e per il bambino la normalità.

Gli strumenti di cui un bambino può fare uso per occupare il tempo in maniera creativa e stimolante sono a migliaia ma puntualmente, dopo poche ore, o nella migliore delle ipotesi, dopo pochi giorni, si stufa di quel determinato gioco e vuole altro ed è fondamentalmente una cosa positiva perché questo sta a significare che il bambino è costantemente in cerca di cose nuove su cui focalizzare le sue esperienze. Il bambino non ha bisogno di qualcosa di pronto e perfettamente strutturato perché ha un potenziale enorme che è l’immaginazione e la creatività, che crescono quanto più vengono stimolate e che ritroveranno quando saranno più grandi a scuola e poi alle università e così via per tutta la vita.

Ci si è mai chiesti perché quando sono davanti alla televisione non si stancano mai e rimarrebbero li davanti per ore?

O perché un bambino quando si rifiuta di mangiare a ora di cena, se posti davanti al televisore con qualsiasi cartone animato, iniziano a mangiare come fossero ipnotizzati?

Le ragioni di quanto accade sono spiegate in termini scientifici da decine di psicologi comportamentali e neuroscienziati, i quali tramite esperimenti e con l’ausilio di risonanze magnetiche, hanno notato quali sono gli effetti spaventosamente dannosi che tali strumenti hanno sul cervello in sviluppo.

Sarà capitato alla maggior parte delle persone di guardare la televisione o di stare a contatto con il computer per troppe ore e una volta spento provare una sensazione di disorientamento. È una sensazione causata dall’impercettibile movimento eccessivamente veloce delle immagini proiettate dagli schermi moderni. Fasci di elettroni colpiscono lo schermo accendendo e spegnendo sfumature di luce nei tre colori base, creando l’illusione di un’immagine reale.

Il cervello umano riesce a percepire ed elaborare dai cinque ai dieci stimoli visivi per secondo, dopo di che può ufficialmente ritenersi ipnotizzati.

Per fare un esempio, il cervello funziona a volte come un computer, se noi aprissimo nel giro di pochi secondi molti programmi, la macchina non riuscirebbe a capire cosa deve fare realmente, va in conflitto e si blocca per difesa dando degli errori. Quello che accade al cervello è quasi la stessa cosa.

Quando accade questo fenomeno, l’attività cerebrale cambia radicalmente. Le informazioni che riceviamo entrano direttamente nella parte più recondita della mente, il subconscio, senza essere analizzati dalla parte coscienziosa del cervello poiché inibita. La sequenza rapida degli stimoli luminosi emanata dagli schermi e gli stimoli sonori, mantengono svegli tutti i sensi chiamati in causa, mentre il cervello si spegne completamente.

Se a subire tutto questo processo è un bambino anziché un adulto sicuramente le conseguenze saranno ben più dannose.

Nello stato di paralisi in cui si trova il cervello, a causa del bombardamento, l’emisfero destro del bambino, quello dove risiede l’attività onirica e quindi dei sogni, dell’immaginazione e dell’intuizione, viene totalmente invaso. Il corpo del bambino subisce una sorta di paralisi in cui, braccia e gambe vengono completamente immobilizzate. Ma la cosa più dannosa è che ad essere paralizzati sono gli occhi.

È stata scientificamente provata una relazione tra il pensiero ed il movimento degli occhi dove l’attività riflessiva e logica diminuisce con il diminuire del movimento oculare. Se gli occhi del bambino rimangono immobili davanti ad una pubblicità ad esempio, a causa di tutto quello che è stato elencato fin’ora, il cervello viene condizionato in maniera poderosa e quindi, vorrà a tutti i costi quel determinato gioco.

Si può tranquillamente affermare che la TV e tutti gli strumenti con schermi luminosi di nuova generazione, causano danni al cervello. Quando un bambino guarda molta televisione subisce una vera e propria lesione cerebrale poiché impedisce un sano sviluppo del cervello stesso, creando danni al meccanismo neuronale posto alla base della capacità di attenzione. Esperimenti a cui sono stati sottoposti bambini che guardano la TV e bambini che non la guardano, hanno dato come risultato una netta differenza tra i due gruppi, evidenziando quanto stare per troppo tempo a contatto con la televisione generi deficit sul pensiero logico e creativo.

Durante i primi anni del bambino, il cervello si sviluppa in maniera sostanziale dai zero ai tre anni. A due anni, infatti il cervello di un bambino è nella sua piena fase fatta di connessioni logiche e genera milioni di connessioni neuronali al secondo e se posto costantemente davanti la TV, rischia di bloccare questo sviluppo e di generare sindromi da deficit di attenzione e iperattività.

Può sembrare impossibile ma tutto questo accade anche se esposti per poco tempo al giorno. Il bambino ovviamente in questo periodo non è in grado di trarre conclusioni logiche, appropriate e critiche da quello che vede ed il pericolo può presentarsi durante il periodo della fase imitativa, se ad essere presi da esempio sono personaggi violenti dei cartoni animati o gesti troppo sottovalutati, perché lo sforzo richiesto al cervello, è qualcosa di cui il bambino ancora non dispone e non afferra il fatto che gli eventi che osserva sono frutto di una finzione televisiva.

Si dovrebbe iniziare a ragionare sul fatto che il cervello del bambino è un cervello nuovo che si sta formando e sta inserendo in se quello che sarà poi in età adulta. Sicuramente in un periodo storico dove la tecnologia ha un ruolo fondamentale, non è facile distogliere totalmente la loro attenzione da tali strumenti.

Si potrebbe però riflettere sul fatto che se mai si facessero conoscere loro determinati strumenti, verrebbe data la possibilità alle loro facoltà di non essere ostacolate e distratte, ma proprio perché questo risulta essere un cambiamento troppo drastico, si potrebbe quanto meno assistere i bambini durante l’utilizzo di tali tecnologie, ad esempio durante la visione di cartoni animati e pubblicità, stimolando loro la curiosità e la voglia di fare domande, per distrarli e per evitare che prendano per buona ogni cosa che vedono.

Educare alla tecnologia vorrebbe dire proprio questo.

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