Adolescenti e disturbi da pornografia

Oramai tutti sanno che uno smartphone è la chiave d’accesso ad un mondo infinito che grazie a internet si ha modo di scoprire, e al di la di ogni aspetto, positivo o negativo che sia, se messo in mano ad un adulto può tangere o meno, a seconda di come e quanto viene utilizzato, ma se lo stesso strumento viene messo nelle mani di un bambino, sicuramente la cosa si fa più preoccupante e richiede un livello di attenzione in più da parte di ogni tutore.

La differenza è che, mentre un adulto possiede le facoltà per poter giungere a conclusioni critiche, un bambino tali facoltà deve ancora svilupparle tramite le sue esperienze, e per essere critiche, tali esperienze devono essere razionali e necessiterebbero dell’ausilio di un punto di vista adulto.

Vien da se quindi, l’essere consapevoli che se usato male, uno smartphone può portare un bambino o un preadolescente, a scoprire cose prima ancora di aver fatto esperienza in determinati contesti, causando un disequilibrio tra teoria e pratica, generando frustrazioni e idee malsane.

Prendendo appunto in esame il sesso, che come tutti sanno, è un qualcosa che deve essere razionalizzato, come direbbe il buon vecchio Kant, tramite un’idea (tesi), la messa in pratica dell’idea stessa (antitesi) e con la presa di coscienza dell’idea messa in pratica (sintesi), per poi capire tramite questo processo, che l’esperienza vissuta è un qualcosa che genera soddisfazione e piacere, perpetuandola ogni volta per sentirsi realizzati.

Tutti ricorderanno certamente le sensazioni di insicurezza durante i primi approcci al sesso, ignari di come e cosa andasse fatto, poiché per quanto nella mente si ha fantasticato migliaia di volte, la teoria è sempre diversa dalla pratica. C’è da dire però che, immaginando situazioni, creando atmosfere e facendo in questo modo “allenamento”, si ha lavorato con la mente, alimentando delle emozioni pure, frutto della mente stessa.

Immaginiamo ora di trovarci nei panni di un ragazzino di undici anni, all’inizio della sua fase ormonale, che andrà crescendo sempre di più, con la consapevolezza che per scoprire se stessi, non dobbiamo immaginare cose di cui non siamo a conoscenza, ma possiamo semplicemente prendere il nostro smartphone o il nostro portatile, e collegarci ad uno qualsiasi dei milioni di siti pornografici presenti in rete, per vedere direttamente, cose inimmaginabili che a primo impatto potrebbero generare sensazioni di piacere, ma che inconsapevolmente causeranno dei traumi non indifferenti.

Sicuramente l’industria del porno esisteva e produceva materiale già ai tempi in cui si era realmente bambini, con delle differenze da non sottovalutare, che implicano delle conseguenze molto diverse. Per prima cosa, l’accesso a determinati prodotti non era raggiungibile così facilmente come lo è oggi per tutti, e seconda cosa, il sesso proposto oggi dalle industrie pornografiche mette in mostra situazioni che hanno un vero e proprio spirito perverso.

Per molti questo potrebbe essere un qualcosa di poca importanza considerando appunto che la maggior parte delle persone, in adolescenza, è stata curiosa quando era il momento di iniziare a scoprire i propri impulsi, ma purtroppo non può considerarsi un problema di poco conto, perché conoscere un sesso malato prima ancora di approcciare al sesso stesso, porta i ragazzi di oggi, a generare in se dei principi malsani e perversi che potrebbero trasformarsi in manie atte a diventare violente man mano che la loro età evolutiva progredisce.

Durante tale fase evolutiva, la costante dei bambini sono i propri genitori, madre e padre, e vedere in un filmato osè, due persone compiere determinati atti, potrebbe portare il bambino a vedere nei protagonisti, proprio la figura dei tutori, generando un odio sfrenato per il genitore di sesso opposto al suo, e di conseguenza verso tutte le persone con cui avrà rapporti sentimentali in futuro.

Negli ultimi anni sono stati effettuati molti studi medici, psicologici e socioculturali, per determinare un quadro quanto più esaustivo riguardo le conseguenze del porno sui ragazzi. Tali studi sono stati condotti in una ricerca chiamata “The social costs of pornography” negli Stati Uniti, in collaborazione con diversi istituti. Si è dimostrato che i bambini esposti in maniera compulsiva a materiale pornografico, svilupperebbero una concezione della donna come oggetto sessuale e una forte forma di dipendenza dal sesso, da cui possono di conseguenza sorgere dei disturbi nelle relazioni affettive e sociali.

Durante questo periodo della vita, ragazzi e ragazze, vanno verso una serie di trasformazioni fisiche e mentali causate dallo sviluppo psicosessuale, che scaturisce una forte curiosità naturale verso gli stimoli che provocano piacere e verso qualsiasi fonte di informazione che appaghi tale curiosità, inciampando ormai molto frequentemente nella cosa più semplice da fare, come appunto visionare materiale hard trovato in rete.

Questo modo di reperire informazione diventa molto dannoso per il principio del “modello d’esempio”, su cui il ragazzo baserebbe le sue prime esperienze e in cui non riconosce in alcun modo se stesso. Di conseguenza, provando a mettere in pratica ciò che gli è servito da esempio malsano, potrebbe auto alimentare un senso di insicurezza e di introversione, causati da eventuali rifiuti delle persone con cui approccia al sesso, timorose di dover aderire a tale modello prestazionale, tra l’altro non sempre in maniera consenziente.

Si sente molto spesso parlare infatti, di gruppi di ragazzi minorenni, che stuprano loro coetanee,  cosa facilmente riconducibile a scene di sesso violento tra gruppi di uomini con una sola donna, reperibili in rete.

È stato infatti provato che gli adolescenti che usufruiscono della pornografia, hanno un rapporto con il sesso reale, di grado maggiore rispetto ai contenuti visivi, ciò significa che se ad essere visionati sono video che riproducono del sesso violento, questi avranno un’aggressività sei volte maggiore nei loro rapporti. In poche parole, i giovani vivono di conseguenza, un sesso che non è reale, poiché educano se stessi alla sessualità attraverso i contenuti reperiti sul web, vivendo poi incontri che non rispettano una graduale esperienza.

Altro aspetto fondamentale riguarda le ragazze in età preadolescenziale che a causa della visione di video hard, svilupperebbero un senso di inferiorità rispetto alle donne attrici e di conseguenza un senso di inadeguatezza nei ragazzi, facendo si che questi sviluppino un bisogno di dominanza per attanagliare lo stesso senso di non adeguatezza.

La cosa fondamentale sarebbe, durante tale fase evolutiva, che le scuole e le famiglie, discutessero in maniera molto naturale e produttiva dei processi sessuali, esponendo il tutto come qualcosa dovuta e soddisfatta principalmente dall’amore e dal forte sentimento di affetto che c’è tra due persone e non vedendo i corpi altrui come oggetti da sfruttare per soddisfare i propri impulsi, sensibilizzandoli alla consapevolezza che il sesso non è qualcosa di cui provare vergogna se affrontato in maniera naturale e con sani principi. Tra le tante cose, sarebbe opportuno tornare a parlare di precauzioni anticoncezionali, che non vengono utilizzati negli stessi video presi in esempio dai giovani, portandoli ad un’errata convinzione che se non vengono usati in tali contesti è perché non sono così importanti, oltre al fatto che se nessuno spiega loro l’esistenza di tali prodotti, tutto diventa più difficile.

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