Bullismo: cause e possibili soluzioni

Nel secolo in cui viviamo, tutto sta mutando radicalmente. Tra le tante cose che cambiano, da anni c’è il fenomeno del bullismo preadolescenziale e adolescenziale, che da semplice bullismo quale era, si è pian piano messo a paro con i tempi diventando cyber.

In questo articolo cercheremo di analizzare il fenomeno dal principio, per poi arrivare alle motivazioni di tanta cattiveria tra i ragazzi, provandone a spiegare cause e soluzioni, sociali e social.

Vedremo punto per punto, i fattori che portano un ragazzo ad esse bullo o bullizzato nei giorni d’oggi.

Cos’é cambiato dal vecchio bullismo al nuovo?

Iniziamo col dire che il fenomeno del bullismo è sempre esistito, nelle scuole, al lavoro, sotto le armi. Insomma non c’è nulla di nuovo tra ieri ed oggi, se non qualche piccolo particolare che rende le cose molto più difficili, sopratutto tra gli adolescenti. Abbiamo già parlato in un precedente articolo di quanto sarebbe importante educare i bambini ad usare la tecnologia per evitare grosse conseguenze in età avanzate, causate dal troppo utilizzo di determinati dispositivi

Oggi vorremmo analizzare tali conseguenze per spiegare le relazioni che ci sono tra gli effetti subiti e i comportamenti devianti in età adolescenziale. Se avete letto il succitato articolo, ricorderete che una delle conseguenze da abuso di smartphone, TV e videogiochi, tra l’altro forse la più importante, è la perdita o la diminuzione delle capacità logiche, creative, critiche e di attenzione del bambino. Questo fa riflettere molto se pensiamo che tutte queste capacità, sono le basi su cui ognuno di noi ha creato il proprio rendimento nella vita, da quello scolastico a quello lavorativo. Ma non è solo per ciò che riguarda l’essere o meno bravo a scuola o produttivo al lavoro, che queste doti sono di fondamentale importanza, ma anche per i rapporti umani.

La logica e lo spirito critico ad esempio, sono due fattori importanti per creare un carattere proprio, sicuro e appunto, critico riguardo le cose che vanno contro il nostro modo di essere. Un carattere anticonformista infatti, se non portato all’estremo, renderebbe ogni ragazzo libero di scegliere il giusto pensiero da applicare in qualsiasi cosa, discorso o punto di vista, in maniera personale, senza essere influenzato da fattori che lo indurrebbero a seguire le onde dei pensieri altrui.

I bambini, a partire dalle scuole elementari, iniziano a fortificare i primi legami con i propri coetanei, per gettare le basi di quello che sarà in seguito i loro gruppo dei pari. Già da questi anni infatti iniziano a crearsi due categorie di giovanissimi, quella dei più iperattivi e quella dei calmi e ragionevoli. Potremmo notare, a seguito di osservazioni o semplicemente ricordando la nostra infanzia, che il più delle volte, gli iperattivi tendono sempre ad apparire di più, in termini visivi, rispetto i calmi.

Più vanno avanti con gli anni, più prendono confidenza con i vari dispositivi che i genitori lasciano loro, per scopi ricreativi, e quanto più sarà la confidenza presa, tanti più saranno i deficit da troppo utilizzo, fino a giungere all’età di undici anni.

Qui si aggiunge una tacchetta nella vita degli ormai quasi preadolescenti, finiscono le scuole elementari ed entrano alle scuole medie. Molti compagni saranno gli stessi e molti saranno nuovi. Stanno diventando grandi, e questo loro lo percepiscono e lo interpretano nella maniera in cui la società gli permette di interpretarlo. Ora tutti, o almeno la stramaggioranza di loro, hanno uno smartphone ed account alle più grandi piattaforme social, e qui inizia il “bello”.

Quelli che prima erano bambini iperattivi e bambini calmi e ragionevoli, ora sono entrati nella sfera dei ragazzi bulli e bullizzati. È il periodo in cui si creano i famosi gruppi, formati da persone con interessi simili, all’interno dei quali si presentano scale gerarchiche, dove fondamentalmente uno comanda e gli altri obbediscono.

È chiaro quindi che in presenza di deficit causati dal costante utilizzo di prodotti multimediali e dei normali processi evolutivi, quelli che ne risultano sono gravi problemi quali aggressione e umiliazione da parte di chi in questi anni ha fortificato un carattere basato sulla propria incapacità relazionale, e frustrazione, insicurezza ed introversione per chi ha creato il proprio essere sulla base di calma e tranquillità.

Le differenze abissali tra il bullismo di qualche decennio fa e quello attuale quindi, sono date in gran parte dall’accompagnamento ricreativo che i bambini hanno durante il loro processo evolutivo. Se prima i bambini crescevano sfruttando la logica e l’inventiva con il gioco, riuscendo a dotarsi di criticismo e spirito di iniziativa anche nei rapporti sociali, oggi a causa della sedentarietà e dalla passività con cui interagiscono con gli strumenti Hi-Tech, non sono in grado di generare percorsi alternativi per giungere ad una situazione B partendo da una situazione A, ricorrendo alle soluzioni più facili come il chiudersi in casa o nei casi più estremi al suicidio.

Oltre tutto, i ragazzi fanno fatica a distinguere cosa è concretamente illusorio e ingannevolmente reale, e quindi vittime e carnefici danno molto più valore a ciò che accade in rete. Ecco perché chi fa bullismo non si rende conto di commettere reato, e chi viene umiliato si rifugia con la consapevolezza che, per quanto interattivo, il tutto può ripercuotersi nella vita reale. Sono i due lati della medaglia, lo sciocco incosciente, sicuro e infelice, e l’intelligente cosciente, felice e insicuro.

Quali sono le soluzioni a tutto questo?

Parliamo ora delle soluzioni che potrebbero essere adottate socialmente, per migliorare la situazione in costante salita.

Per prima cosa, bisogna riflettere sul fatto che in ogni situazione, ci sono fattori costanti (evolutivi) e soggettivi (in base alle situazioni), indi per cui, bisognerebbe essere più consapevoli dei rischi già all’interno delle famiglie e seguire i bambini anche in quelle cose su cui non si da molta importanza, come appunto sottoporli costantemente all’uso passivo dei dispositivi.

Cosa molto importante è la scuola, che avrebbe il compito di preparare i ragazzi non soltanto sulle materie programmate, ma anche alla vita sociale e civica, indirizzandoli già dalle scuole elementari ad un corretto stile di vita. Viene quindi da se che a tutti gli insegnanti dovrebbe esser data la possibilità di frequentare corsi mirati, sui problemi e le diverse attitudini sociali presenti tra i giovani, propedeutici a determinati programmi scolastici ed extra scolastici da inserire nei programmi emanati dal MIUR.

Soluzioni social

Le soluzioni social se pur possono sembrare problemi risolvibili solamente da ingegneri informatici, sono in realtà problemi che possono essere risolti in maniera molto semplice.

Sarebbe infatti opportuno che tutte le aziende di social media, introducessero delle restrizioni per i profili di ragazzi minorenni all’utilizzo di una serie di vocaboli generalmente utilizzati nelle imprese di bullismo, e obbligare l’apertura degli account solamente a seguito dell’invio di un documento attestante l’età. Più drastico ma sicuramente più semplice sarebbe vietare direttamente la registrazione a persone che non hanno ancora compiuto la maggiore età.

Problema risolvibile invece dalle case produttrici di smartphone è quello di permettere ai genitori di poter inserire un parental control sicuro e inviolabile.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che può sembrare fantascienza e che molti altri fattori influiscono sulle cause del bullismo, ma per quel che riguarda la tecnologia e lo scorretto utilizzo che ne viene fatto, questi sono i punti chiave di eventi che purtroppo andranno sempre più crescendo.

Se si vuole la comodità e la tempestività in ogni cosa, i compromessi da raggiungere sono molti e tutti pericolosi.