Solomon Asch e l’esperimento sul conformismo

L’esperimento di Asch è stato un esperimento di psicologia sociale condotto nel 1951 dallo psicologo polacco  Solomon Asch.

L’assunto di base del suo esperimento consisteva nel fatto che l’essere membro di un gruppo è una condizione sufficiente a modificare le azioni e in una certa misura, anche i giudizi e le percezioni visive di una persona. L’esperimento si focalizzava sulla possibilità di influire sulle percezioni e sulle valutazioni di dati oggettivi, senza ricorrere a false informazioni sulla realtà o a distorsioni oggettive palesi. Il lavoro di Asch influenzò Stanley Milgram, che fu allievo di dottorato dello stesso Asch e le sue successive ricerche.

Gli interrogativi che muove Asch nel suo esperimento del confronto delle linee sono:
  • Quale grado di autonomia conservano le persone quando sono messe di fronte a una pluralità di individui che esprimono unanimemente valutazioni diverse dalla sua?
  • Quali condizioni limitano gli effetti che la pressione del gruppo esercita sull’individuo?

Il protocollo sperimentale prevedeva che 8 soggetti, di cui 7 collaboratori/complici dello sperimentatore all’insaputa dell’ottavo (soggetto sperimentale), si incontrassero in un laboratorio, per quello che veniva presentato come un normale esercizio di discriminazione visiva. Lo sperimentatore presentava loro delle schede con tre linee di diversa lunghezza in ordine decrescente mentre su un’altra scheda vi era disegnata un’altra linea, di lunghezza uguale alla prima linea della prima scheda. Chiedeva a quel punto ai soggetti, iniziando dai complici, quale fosse la linea corrispondente nelle due schede. Dopo un paio di ripetizioni “normali”, alla terza serie di domande i complici iniziavano a rispondere in maniera concorde e palesemente errata.

Il vero soggetto sperimentale, che doveva rispondere per ultimo o penultimo, in un’ampia serie di casi iniziava regolarmente a rispondere anche lui in maniera scorretta, conformandosi alla risposta sbagliata data dalla maggioranza di persone che aveva risposto prima di lui. In sintesi, pur sapendo soggettivamente quale fosse la “vera” risposta giusta, il soggetto sperimentale decideva, consapevolmente e pur sulla base di un dato oggettivo, di assumere la posizione esplicitata dalla maggioranza. Solo una piccola percentuale si sottraeva alla pressione del gruppo, dichiarando ciò che vedeva realmente e non ciò che sentiva di “dover” dire.

Nell’esperimento originale di Asch, il 25% dei partecipanti non si conformò alla maggioranza, ma il 76% si conformò almeno una volta alla pressione del gruppo (ed il 5% dei soggetti si adeguò ad ogni singola ripetizione della prova).

Unanimità e sostegno sociale
Da cosa è prodotto il calo del conformismo? Secondo Asch era la rottura del consenso sociale dell’unanimità a determinare un maggiore grado di autonomia di giudizio nel soggetto. All’interno di un gruppo la percezione da parte di un soggetto minoritario dell’incoerenza del gruppo, produrrebbe maggiore autonomia. Esperimenti svolti in seguito mostrarono che la rottura dell’unanimità vale per questioni di tipo oggettivo (percettive, fattuali), mentre nel caso di questioni di tipo soggettivo (opinioni) la conformità viene a ridursi considerevolmente a causa della presenza di un altro soggetto sulle stesse posizioni.
In generale l’effetto Asch si ritiene sia condizionato da tre fattori:
  • unanimità della maggioranza,
  • discrepanza tra il giudizio della maggioranza e i fatti,
  • dimensione numerica del gruppo.

Il video dell’esperimento di Solomon Asch

Perché conformarsi?
Perché i soggetti si adeguavano alle pressioni del gruppo? Le risposte fornite dai soggetti sottoposti all’esperimento per spiegare il loro comportamento furono prevalentemente di due tipi: ritenevano che le informazioni in possesso del gruppo fossero più dettagliate di quelle di cui essi disponevano, temevano di rendersi ridicoli rispondendo in modo differente dal quello della maggioranza.
Nella letteratura sull’argomento due sono le motivazioni principali individuate per spiegare il conformarsi alla maggioranza:
  • influenza informativa: secondo Asch l’individuo si adegua alla maggioranza quando ritiene che questa possieda informazioni più complete e corrette sulla situazione. Fastinger giunge alle stesse conclusioni ma partendo da una differente concezione della funzione dell’uniformità. Il nostro comportamento è guidato da schemi e teorie che ci consentono di sapere come agire nelle diverse situazioni. L’individuo ricerca nel consenso degli altri la conferma di tali regole e credenze per assicurarsi che siano giuste, tenderà quindi a comportarsi in modo da mantenere l’uniformità del gruppo.
  • influenza normativa: il conformarsi alla maggioranza nasce dall’esigenza di essere accettati mostrandosi uguali agli altri. In questo caso, il timore di apparire diversi, spinge gli individui a conformarsi alle attese del gruppo, adottando norme, comportamenti e criteri presenti in esso.
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