I Bambini e la violenza in TV

Che senso ha educare i propri figli a non usare la violenza, se poi lo strumento che da ormai decenni viene più utilizzato in tutte le case, come la televisione, trasmette programmi, cartoni animati e serie TV che della violenza e maleducazione, fanno il proprio cavallo di battaglia?

In un vecchio articolo avevamo parlato di quanto i bambini siano maggiormente vulnerabili a persuasioni o semplicemente ad atteggiamenti sbagliati visti in TV, molto spesso imitati, assumendo comportamenti socialmente scorretti, violenti e in alcuni casi purtroppo fatali. I bambini infatti, non possedendo la capacità di razionalizzare ciò che vedono, si immedesimano in personaggi e mondi fantastici che seppur possibili in televisione, nella vita reale sono atteggiamenti il più delle volte ostativi alla socializzazione. Se consideriamo inoltre le ore passate davanti alla televisione, più quelle passate a scuola, bambini e adolescenti trascorrono almeno un terzo della giornata seduti in condizione passiva o semi passiva, di ascolto o visione assoluta. La TV di per sé è invasiva e violenta, le immagini catturano, invadono e ipnotizzano attraverso il tipo di proiezione, la velocità, il movimento, l’ associazione con parole e musica. Tutti questi fattori sono studiati per non lasciare ai bambini tempi di riflessione e auto ascolto, proprio nelle fasi in cui sono maggiormente suggestionabili, hanno una capacità ridotta di giudizio, una mancata visione d’insieme e un esame di realtà parziale. La televisione ha un effetto diretto di tipo duplice: riduce l’attività motoria e cognitiva e induce ad alterare la percezione della realtà. Bambino e adolescente finiscono quindi per essere rinchiusi in una realtà illusoria. Di pari passo va la mancanza di strumenti da parte degli adulti per capire ciò che accade al bambino e stemperare, spiegare e alleggerire le rappresentazioni. Inoltre il tempo della TV dei bambini non ha mai fine. Non esistono conseguenze, i mutamenti non producono mai effetti a lungo termine, prevale l’immagine e la comunicazione non verbale, che per essere più facilmente fruibile viene proposta nelle sue accezioni più riduttive: stereotipizzazione dei tratti, dei ruoli, degli status e dei caratteri.

REGOLAMENTO TELEVISIVO                                                                                                  Pur essendo molto lungo, sarebbe opportuno leggere il regolamento televisivo  del Movimento Consumatori (associazione di tutela dei diritti dei consumatori), inerente ai programmi e alle pubblicità che vengono trasmessi nelle fasce così dette “protette”, in modo da avere un quadro generale di quel che si intende espletare con questo scritto.

In una parte del regolamento proposto dal Movimento Consumatori, nello specifico nel paragrafo FASCIA PROTETTA, si evince chiaramente l’intento di far impegnare le emittenti a mantenere un controllo su programmi e pubblicità durante la fascia oraria che va dalle 16:00 alle 19:00: Le Imprese televisive si impegnano a dedicare nei propri palinsesti una fascia “protetta” di programmazione, tra le ore 16.00 e le ore 19.00, idonea ai minori con un controllo particolare sia sulla programmazione sia sui promo, i trailer e la pubblicità trasmessi.

In sostanza, le Imprese televisive nazionali, si impegnano a ricercare delle soluzioni affinché, nella predetta fascia oraria, si diffonda una programmazione specificatamente destinata ai minori che tenga conto delle indicazioni del presente Codice in materia di programmazione per minori.

COSA ACCADE REALMENTE IN TV?                                                               Nonostante questo, è sopratutto in determinati orari che vengono trasmessi telefilm o programmi con contenuti espliciti e diseducativi. In molti casi sono proprio i cartoni animati che inducono giovani e giovanissimi a comportamenti devianti e aggressivi, che il più delle volte sfuggono ai genitori che invece potrebbero dare un valore aggiunto alla protezione di tale materiale.

Negli ultimi anni il fenomeno della violenza in TV sembra espandersi a macchia d’olio, come se tutto fosse una cosa normale al punto di non accorgersi che in realtà è un reale problema su cui dovremmo riflettere e al quale dovremmo reagire in maniera logica e razionale.

Soffermandoci ad osservare più attentamente le pubblicità e i cartoni animati trasmessi in fascia protetta dalla “scatola magica”, noteremo che le immagini, i contenuti e le modalità verbali con cui vengono arricchiti, in molti casi non sono adatti ad un pubblico di giovanissimi.  Non è chiara infatti, la scelta di trasmettere cartoni animati di vecchia generazione (I Simpson) volgari e ricchi di dialoghi non adatti ad un pubblico di bambini, durante le vacanze estive dove hanno più probabilità di trovarsi difronte ad essi e trasmettere invece gli stessi cartoni, contenenti dialoghi decisamente più consoni al pubblico osservante,  durante l’anno scolastico e nelle ore in cui i ragazzi sono impegnati a scuola.

Se veramente esistesse e venisse adoperato, un regolamento atto a gestire in maniera sicura e controllata i programmi televisivi, molti problemi inerenti ad atteggiamenti inadatti da parte dei bambini non esisterebbero, o per meglio dire, non sarebbero tanto più gravi dei normali atteggiamenti adottati da qualsiasi bambino e adolescente. La presenza di un regolamento televisivo renderebbe il lavoro di ogni genitore di gran lunga meno difficile di quanto lo sia quotidianamente.

CONCLUSIONI                                                                                                                                       Lo scopo dell’articolo è principalmente quello di denuncia nei confronti di un sistema televisivo oramai completamente sbagliato, avente il solo scopo di arricchire i propri interessi tramite contenuti inadatti. Ognuno di noi è cresciuto passando del tempo davanti la TV ma iniziando a osservarla con uno spirito differente da quello passivo con il quale la maggior parte delle persone si lascia persuadere, si possono notare molte differenze. È un buon modo, semplice e divertente per creare dei spazi di tempo costruttivi tra genitore e figli, dando loro il modo di capire e razionalizzare ciò che osservano e perché no, dare anche a noi adulti la possibilità di trovare nuovi stimoli.